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Itinerario 11: da Vernasso al monte Craguenza (a piedi, a cavallo e in mountain bike) | ||||
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Presentazione Itinerario piuttosto lungo, ma di estremo interesse e comunque privo di difficoltà, consigliabile in primavera e in autunno. ![]() e il castagno secolare di Pegliano/Ofijan) e paesaggistico (splendidi i panorami sulla pianura friulana e l’arco alpino). Descrizione del percorso Da Vernasso/Barnas si imbocca la strada interpoderale del Monte dei Bovi e si raggiunge la chiesetta di S. Spirito/Sv. Duh a Spignon/Varh, il monte Craguenza/Kraguojnca, la Bocchetta di Calla/Kau, la Bocchetta di Masarolis/Mažeruola, e quindi l’interpoderale per Montefosca/Čarni Varh o per l’Agriturismo da Zaro alle Fraccadice/ Rauna (possibile salita al monte Joanaz/Ivanac) Lunghezza Il percorso totale è di circa km 16. Ecco il chilometraggio dei singoli tratti: Vernasso/Barnas- Hlievis km 3 circa; Hlievis-S. Spirito/Sv. Duh km 6,5 circa; S..Spirito/Sv..Duh-Craguenza/Kraguojnca.3.km.circa; Craguenza/Kraguojnca-Joanaz/ Ivanac km 3,5 circa. Altitudine Dislivello di 1000 metri circa fino al monte Joanaz/ Ivanac. Altimetria: Vernasso/Barnas 162 m; Hlievis 300 m; Monte dei Bovi, 435 m; chiesa di S. Spirito Sv. Duh m. 680; Pendici del Craguenza/ Kraguojnca, m. 888; Bocchetta di Calla/Kau m. 866; Monte Joanaz/Ivanac 1167 m. Grado di difficoltà: Medio |
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Si parte da Vernasso/Barnas (individuare un luogo
adatto per parcheggiare i mezzi, ad esempio nella
zona della sagra). |
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Dall’Italia: arrivando da Cividale/Čedad sulla
strada statale 54, entrati a Ponte S. Quirino/Muost
si svolta a sinistra prima di varcare il ponte |
IN AUTO | |||
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![]() Dalla Slovenia: arrivando da Kobarid/Caporetto sulla statale 54, attraversato S. Pietro al Natisone/ Špietar, svoltare a destra verso Vernasso/Barnas. Giunti in piazza svoltare a sinistra e poi, in prossimità dell’incrocio con una ancona al centro girare a destra. |
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ARTE | In paese da segnalare la chiesa di S. Bartolomeo.
Risalente al tardo ‘400, fu ristrutturata nel XVI
secolo in stile gotico sloveno dagli artisti |
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della scuola di Škofija Loka. Spiccano il ciclo di affreschi (una galleria di apostoli, sante martiri e vergini, datati 1530) del pittore Jernej iz Loke (Bartolomeo da Škofija Loka) e lo splendido altare dorato, riccamente decorato, del maestro intagliatore Jernej Vrtav (Bartolomeo Ortari) di Caporetto, risalente al 1689. Si sale su una strada bianca (purtroppo non adatta per auto con trailer) nella valletta del rio Patok. Vale la pena, all’inizio della salita, di fermarsi ad immaginare la stazione di valle della teleferica a 12 cavi che un tempo serviva per portare dalla montagna fino a fondovalle i prodotti della fatica della gente di Vernasso/Barnas, in particolare fieno e paglia. Dopo 2,8 km, ad un bivio, si trovano delle tabelle bilingui: seguire la direzione Cividale/Čedad e Puller/Pulerji. Ancora 300 m e si arriva all’agriturismo Hlievis, antico casale abbandonato dopo la prima guerra mondiale e oggi rispettosamente ristrutturato, in bella posizione. Calpestando il suolo della vecchia piazza del paese, ancora è facile immaginare le tre grandi famiglie che vi abitavano, con i loro numerosi bambini, e che in quel luogo riuscivano a trovare il loro sostentamento. Da qui si segue lungamente la strada forestale, che non ha nessun pregio storico: fu costruita negli anni ’80 dal Comune di S. Pietro al Natisone. Senza lasciarsi affascinare da sentieri e mulattiere che di tanto in tanto, a sinistra e a destra, invitano nel bosco, facendo molta attenzione a quota 403 si incontra un bivio con una segnaletica che indica a destra la direzione Cividale/Čedad e Puller/Pulerji. |
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Abbiamo incontrato la strada militare che, con due
diramazioni, fu costruita in occasione della prima
guerra mondiale per collegare |
I GUERRA | |||
Cividale/Čedad (Rubignacco) con le postazioni di artiglieria della terza linea difensiva italiana. Caratterizzata da un sedime di pietra e di ciottoli, di una larghezza media di 2,30 metri, fu realizzata con una pendenza costante e leggera per consentire a uomini, cavalli
e buoi di trasportare cannoni, munizioni e viveri per i soldati. Svoltando a sinistra (esclusivamente a piedi, sconsigliato a cavallo) si giunge in breve alle postazioni di artiglieria del Monte dei Bovi (Mont dai Bus in friulano, Volovjak in sloveno, Uresberg in tedesco), una cima (m. 435) posta proprio sopra la grande cava di Vernasso, dalla quale si gode un bel panorama di quasi tutte le linee difensive italiane della grande guerra. |
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I GUERRA | Sullo sfondo si impongono le imponenti sagome
del monte Krn (monte Nero per gli italiani) e del
monte Batognica (monte Rosso per gli |
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italiani), teste di ponte italiane nel Caporettano, e più indietro, scendendo dalla cima del Matajur verso destra (est), è facile scorgere il profilo della dorsale del Kolovrat, del monte Cum/Hum (con la sua caratteristica forma a piramide) e Castelmonte/ Stara Gora. Dando uno sguardo al piazzale, si scorgono resti di muri di sostegno e muri di contenimento in terra necessari per la protezione delle armi. Torniamo ora sui nostri passi fino al bivio (presso cui, eventualmente, abbiamo lasciato i cavalli) e svoltiamo decisamente a sinistra seguendo le indicazioni Cividale/Čedad e Puller/Pulerji, per costeggiare in quota il fianco ovest della montagna. Anche i non esperti noteranno la buona tenuta di questa strada storica, che ha molto da insegnare anche alle moderne costruzioni stradali. Sulla sinistra la pianura friulana e Cividale/Čedad si presentano in tutto il loro splendore. Dopo poco più di 1,5 km, a quota 407, ci si immette sulla diramazione che sale da Cividale/Čedad. La si imbocca verso destra e la si segue lungamente, con bella vista sulla valle di Torreano/Tauarjana e del Chiarò, percorrendo il versante ovest del monte Mladesiena. Salendo, a quota 553, sulla sinistra si incontra una casermetta in prossimità del bivio per Bučija Jama. Fermandosi un attimo, si noterà di fronte un cumulo di terra con un piccolo camino e nelle vicinanze altre costruzioni di questo tipo: si tratta di bunker, della guerra fredda questa volta, che qui ha lasciato il suo doloroso segno. Trascurando tutte le strade che scendono, si giunge ad una selletta a quota di m 660, caratterizzata da un quadrivio. Dal bivio del Monte dei Buoi abbiamo percorso circa 3,5 km Prendendo la prima strada sulla destra, si sale (consigliabile solo a piedi e non a cavallo) in breve fino alla cima del monte Mladesiena (711 metri). Svoltando invece alla seconda a destra, dopo pochi metri, si arriva a un nuovo bivio. Incrocio con l’itinerario n° 10. Vedi pag. 96. |
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Sul cocuzzoletto alla nostra sinistra si cela la
piccola graziosissima chiesetta votiva dedicata
allo Spirito Santo/Sveti Duh. Non è visibile |
ARTE | |||
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![]() ![]() prima delle case della frazione Puller/Pulerji dove c’è anche un ristoro agrituristico. Torniamo sui nostri passi fino al quadrivio per imboccare tenendosi sulla destra il sentiero naturalistico Antro/Landar-Spignon/Varh-Pegliano/ Ofijan. Dalla selletta ad altitudine di m 660 si prosegue verso nord-ovest per la strada bianca ora quasi pianeggiante (con un breve tratto asfaltato). Tralasciata a sinistra la strada che porta a Masarolis/Mažeruola, si sale seguendo la dorsale prativa del monte Craguenza/Kraguojnca con percorso evidente e panoramico. Dopo circa 300 m si trova il primo bivio a destra che si trascura (strada per Pegliano/Ofijan). |
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Deviando a destra si può ammirare lo storico
castagno di Pegliano/Ofijan. Vedi itinerario 10 a
pag. 97 e 98. |
STORIA | |||
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Dopo altri 300 m secondo incrocio: si lascia
a destra una strada che si ricongiunge alla
precedente. ![]() Dopo un paio di km, lasciata a sinistra la strada che aggira il versante nord del monte Joanaz, in circa 2 km si raggiunge l’Agriturismo da Zaro, m 640. Collegamenti possibili: verso Montefosca/Čarni Varh con eventuale discesa nella valle del Natisone/Nediža (difficile); verso Prossenicco/ Prosnid e Campo di Bonis. |
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