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Presentazione
Itinerario piuttosto lungo, ma di estremo interesse
e comunque privo di difficoltà, consigliabile in
primavera e in autunno.
Descrizione del percorso
Partenza da Savogna/Sauodnja, salita verso Stefenig/
Stiefin či, Tercimonte/Tar čmun, Vartacia/
Varta ča, Masseris/Mašera, Val Polaga/Paluoga,
Rifugio Pelizzo.
Lunghezza
Il percorso totale è di circa km 15. Ecco il chilometraggio
dei singoli tratti: Savogna/Sauodnja-
Masseris/Mašera km 6 circa;
Masseris/Mašera-
Pelizzo (via val Polaga/Paluoga) km 9 circa.
Altitudine
Dislivello di 1100 metri circa fino al rifugio Pelizzo.
Altimetria: Savogna/Sauodnja 200 m;
Tercimonte/
Tar čmun 644 m;
Vartacia/Varta ča 624 m;
Val Polaga/Paluoga m. 1221;
Rifugio Pelizzo m.
1325;
Monte Matajur m. 1641
Grado di difficoltà:
Medio |
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. Partenza dall’osteria di Crisnaro/Kranjac di
Savogna/Sauodnja, m 200 di altitudine, dove
si può parcheggiare vicino al campo di bocce.
Appena passato il ponte sull’Alberone/Aborna
imbocchiamo la strada a sinistra per Ieronizza/
Jeronišče tra bellissimi prati. Dopo circa 500
m nuovo bivio: saliamo a destra sull’asfalto
fino alle poche case di Stefenig/Stiefinči. Qui la
strada diventa bianca e sale attorcigliandosi con
numerosi tornanti verso Tercimonte/Tarčmun, m
644, in posizione panoramica su un dosso isolato,
ultima propaggine del Matajur, a cavalcioni tra
la valle dell’Alberone/Aborna e quella del Rieca/
Rieka. La prossimità del paese è preannunciata
da prati, orti e frutteti. mprovvisamente si apre
la vista sul Matajur incorniciato da alberi di melo,
fioriti a primavera come bianche cascate. Di
fronte a noi si dispiegano tutti i paesini adagiati
sulle sue pendici: Masseris/Mašera, Iellina/Jelina,
Dus/Duš, Montemaggiore/Matajur, Stermizza/
Starmica, Pechinie/Pečnije. Dopo 3 km arriviamo
a Tercimonte/Tarčmun, borgata un tempo famosa
per la fabbricazione dei rastrelli. Oggi qualche
rastrello viene ancora fabbricato artigianalmente.
Nella piazzetta del nucleo più basso c’è una fontana
dove si possono abbeverare i cavalli. Seguendo la strada saliamo al punto più alto, la chiesa di
San Giovanni, con un piazzale di tigli secolari, da
cui inizia una bellissima mulattiera selciata che
scende nel bosco per sbucare alla sella di Vartacia/
Vartača (con bar-ristoro). Poco oltre, sulla strada
che sale verso Masseris/Mašera, si imbocca una
forestale a destra che dopo 800 m circa incrocia
il Sentiero Italia (segnavia Cai 736) proveniente
da Cepletischis/Čeplešišče. Seguiamo il sentiero
a sinistra che inizialmente è una traccia in ripida
salita sui prati, mentre da quota 888 diventa
semipianeggiante e confluisce nella forestale che
sale da Masseris/Mašera. Il sentiero continua con
numerose scorciatoie, ma a noi conviene seguire la
comoda strada che passa sotto il monte Kal e con
un largo giro arriva agli stavoli Tamoršča. Stiamo
praticamente percorrendo la direttrice seguita da
Rommel per la sua conquista del monte Matajur
durante la battaglia di Caporetto. Vedi itinerario
n° 6, a pag. 70.
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A ogni metro di quota guadagnato si apre sempre
più la visuale su tutte le valli. La strada ha il
suo termine nella val Polaga/Paluoga, a ridosso
del confine: ci sono macchie di faggi, un prato
con numerose piccole doline e un piccolissimo
specchio d’acqua, il laghetto della val Polaga/
Paluoga.
Ritorniamo sui nostri passi per circa 200 metri e
imbocchiamo un sentiero segnalato a destra che
sale nel valloncello fino a quota 1315, sul confine
italo-sloveno. Qui prendiamo a sinistra (a destra
una lunghissima forestale scende a Avsa e Livek.
(Vedi itinerario n° 6 a pag. 69) la via che si ricollega
al ramo principale del Sentiero Italia e che con
un amplissimo giro alle pendici del monte Glava,
e passando per la fonte Skrila, porta al Rifugio
Pelizzo.
Chi volesse raggiungere la cima del Matajur
può seguire senza alcuna difficoltà il sentiero
principale dal Rifugio Pelizzo.
Variante per la discesa:
dalla val Polaga/
Paluoga si può scendere sulla forestale fino a
Masseris/Mašera. Da qui scendiamo sull’asfalto
per un paio di tornanti fin sotto al paese per
imboccare sulla destra una forestale molto bella
e ombrosa che porta a Stermizza/Starmica, e
poi in discesa una strada larga e del tutto priva
di traffico, che con moltissimi tornanti porta al
vecchio mulino di Ieronizza/Jeronišče. Ancora
una forestale lungo il corso dell’Alberone tra
campetti semi abbandonati e frutteti porta al
nucleo principale di Savogna/Sauodnja un po’ in
alto rispetto alla strada, da cui in pochi minuti si
scende all’osteria di Crisnaro/Kranjac.
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